Il Convento dei Cappuccini di Fiuggi

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1 Foto aerea del convento

Molti conoscono la storia recente di quell’antico convento che sorge sul declivio del Monte, di fronte al centro storico di Fiuggi; storia di cui è stato in gran parte protagonista padre Mario Fucà, il quale negli ultimi tre decenni, praticamente unico frate residente, ha dedicato tutta la sua appassionata ed infaticabile attività al grande complesso. Qui vogliamo invece ricordare, sia pur sinteticamente, la sua storia passata; riprendendo un breve ma esauriente testo che scrisse tempo addietro padre Rinaldo Cordovani, storico e scrittore dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini:

“Il convento di Anticoli di Campagna (così si chiamava Fiuggi fino al 1911) è immerso nella solitudine e nel verde sulla strada che da Fiuggi conduce agli Altipiani di Arcinazzo, nei pressi di una collina denominata il Monte, che si affaccia sulla valletta Campanica, la quale dà il nome alla chiesetta del convento.

Il nucleo più antico del convento risale alla fine del 1100, costruito dai Monaci Benedettini dell’Abbazia di santa Scolastica di Subiaco. Di quel periodo rimangono le scale in pietra dell’ingresso primitivo, un pozzo e cisterne costruite con blocchi di pietra squadrati e sovrapposti. Nel coro attuale sono rintracciabili dei resti della primitiva chiesetta dedicata alla “Madonna delle rose”.

Già nel 1451, i frati Minori Conventuali, avevano sostituito i monaci benedettini nella struttura monastica. Essi ampliarono e ristrutturarono lo stabile costruendo una modesta struttura conventuale intorno all’antico pozzo. Anche la chiesa fu rifatta dalle fondamenta e fu inaugurata il 27 maggio 1471 e dedicata alla Madonna del Monte. Ai primi del 1500 tutti i frati Conventuali di quella comunità chiesero ed ottennero di vestire l’abito dei Cappuccini, i quali dedicarono la chiesa alla Madonna col titolo attuale di Santa Maria in Campanica.6 Il pozzo
Il convento è stato ripetutamente casa di noviziato e le sue mura, il bosco e l’orto ispirano silenzio e raccoglimento, perché qui sono vissuti uomini morti in concetto di santi, come i venerabili Francesco Titelmans da Hasselt, Vicario Provinciale dei Cappuccini romani, che vi morì il 12 settembre 1537; Francesco da Bergamo, che vi è stato Guardiano nel 1572; Mariano da Torino, che vi fu novizio nel 1941. Nel gennaio-febbraio 1544 vi arrivò, per trascorrervi l’anno di noviziato, Felice Porri da Cantalice, il primo dei santi Cappuccini.
Questo convento è stato ripetutamente soppresso dalle autorità dominanti, con la conseguente espulsione dei religiosi e dispersione dei libri e delle opere d’arte.
La prima volta è stato chiuso nel 1660 a seguito della decisione pontificia di ridurre il numero dei conventi. Il vescovo di Anagni, Pier Francesco Filonardi, lo affidò all’Arciprete della collegiata di San Pietro, Don Carlo Somaggi. Tornati in convento sette anni dopo, i Cappuccini fecero delle migliorie nello stabile e trasformarono in cappella la stanzetta abitata da San Felice. I frati sono stati espulsi una seconda volta nel 1810 dalla soppressione decretata da Napoleone Bonaparte. Vi tornarono nel 1814 e, in seguito, lo adibirono per ospitare i giovani studenti Cappuccini che seguivano i corsi di filosofia (1863).9 La biblioteca
Nel 1870 il convento fu soppresso per la terza volta ad opera del nuovo Stato italiano. I frati furono ospitati in un’ala del palazzo Falconi e nella casa del Sindaco. Nel 1876 presero in affitto il convento per 405 scudi annui e poi, nel 1879 riuscirono a ricomprarlo per 4.351 lire. Successivamente il convento fu casa di noviziato quasi ininterrottamente fino al 1969.
Negli ultimi anni dell’800, con l’intento di aprirvi un Seminario Serafico per gli aspiranti Cappuccini, venne notevolmente ampliato con la costruzione di un’ala est e di un’altra ad ovest. Furono ampliati il refettorio e la biblioteca e ricavati ambienti di disimpegno.
Nel 1904 il Vescovo di Anagni, Antonio Sardi, che amava trascorrere alcuni periodi di riposo in un’ala del Convento a lui riservata, nel cinquantesimo della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, fece restaurare integralmente la Chiesa, arricchendola di un nuovo pavimento, di nuove decorazioni pittoriche, ad opera di Ettore Celani, e di un altare in noce massiccio, opera del falegname ebanista Giuseppe Bottini di Anagni. Nell’ultima guerra mondiale, il convento dei Cappuccini ha ospitato intere famiglie del paese (maggio 1944), soggetto a bombardamenti e razzie da parte degli eserciti belligeranti. Passato il fronte e trascorso il periodo della ricostruzione, si pensò di dare un nuovo assetto a tutto lo stabile con il totale rifacimento delle coperture e modifiche e adattamenti di ordine estetico pratico.4 La chiesa

Ma ormai erano nate nuove esigenze sociali e il convento dei Cappuccini è stato utilizzato come Casa di accoglienza, soprattutto per gruppi giovanili. Dal 1994 la struttura conventuale è disponibile per chiunque voglia ritrovare momenti di quiete e di sosta spirituale in un ambiente che invita a riconciliarsi con se stessi, con gli altri e con Dio”.3 Il piazzale

Per ulteriori informazioni sul convento  è  disponibile il libro  “Il Convento dei Cappuccini di S.Maria in Campanica” di padre Mario Fucà e dell’architetto Daniele Baldassarre.

Rivolgersi  al sig. Michele Callori 3474854394