UN ANNO FA CI LASCIAVA ENNIO FANTASTICHINI (20/02/1955 – 01/12/2018). I SUOI RICORDI DI FIUGGI: LA CASERMA, SUOR LORETA, PADRE URBANO. LA SUA RELIGIOSITA’.

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Dall’intervista rilasciata dal grande attore al nostro direttore nel 2005, in occasione del Centenario del Giornale Fiuggi.
 
…..“Siamo arrivati a Fiuggi nel febbraio del 56 quando io avevo un anno e siamo andati in caserma dove, al piano di sopra  c’era l’alloggio del maresciallo. Vicino all’ufficio di papà, al piano di sotto, c’era anche la camera di sicurezza, la guardina, dove si dovevano trattenere gli “ospiti” che avevano infranto la legge. In quegli anni penso che il  crimine più grave per Fiuggi potesse essere il furto di due galline o stronzate simili.
A una cert’ora mamma si affacciava dall’alto della scala e diceva : “Renzo, è quasi pronto da mangiare”. Papà, se stava interrogando qualcuno dei suoi “ospiti” rispondeva: “Giuliané, che l’hai buttata la pasta? Se non l’hai buttata buttane di più che c’è un amico: se l’hai buttata, facci uscire un altro piatto”.
E per quel povero cristo anziché la porta della guardina si apriva quella della casa del maresciallo. Poi una bella ramanzina a quattro occhi con la promessa del “malandrino” di non ricaderci più.
Di  fronte a certi “reati” dovuti alla fame, questa era la regola del maresciallo Fantastichini.
Caro Pietro, stiamo parlando di un mondo che aveva ancora valori straordinari come la solidarietà, la comprensione per gli altri: non esisteva l’invidia che oggi invece è un pilastro drammatico della nostra società. Oggi ci si scanna, anche tra i ragazzi non c’è complicità, c’è competizione e antagonismo:  è una malattia che innesca in me un grande disagio perché la mia formazione mi ha sempre portato ad abbracciare l’altro e non a combatterlo. Tutta la mia formazione etica ha avuto uno spunto cristiano, non cattolico, che mi porta a distinguere tra religiosità e religione….      
Io andavo a scuola da Suor Loreta ed ho ancora la foto con lei tra i miei ricordi più cari. Penso che la mia religiosità laica sia stata fondata su incontri straordinari con cristiani, più che cattolici,  proprio come Suor Loreta. Ma penso anche a Padre Urbano al quale sarò sempre grato perché è a lui che devo  il mio approccio col teatro negli scantinati di Regina Pacis. Io sono nato là come attore, quando a tredici anni, con Piero Frattarelli, il grande Piero, con il quale condividevamo l’ amore per la musica, per il teatro, cominciammo a recitare. Non ci vediamo da tantissimo tempo, qualche volta ci sentiamo per telefono, ma lo ricordo con nettezza perché abbiamo condiviso sogni, speranze e visioni….
Devo ritornare a Regina Pacis, mi ricordo quelle colonne girevoli, ma soprattutto mi ricordo Padre Urbano. Come ricordo Suor Loreta e come ricordo una professoressa delle medie che sulle mie note scrisse: “ragazzo  vivace, intelligente, si appassiona a moltissime cose ma ne porta a compimento poche; si consigliano gli studi artistici.” Individuò con esattezza il mio guardare che era molto aperto.
Come vedi non ero contro la scuola, ma contro certa scuola, non ero contro la religione, ma contro certi cattolici.”…..