CRONACHE DA UNA ROMA MAI VISTA LA CAPITALE, NELL’ISOLAMENTO, MOSTRA IL SUO LATO PIÙ PURO

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I clacson, il traffico, la fila alla banchina della metro che sembra non finire mai, l’autobus in partenza da Fiuggi sempre al limite dei posti disponibili. Dopo tanti anni da pendolare posso tranquillamente dire che queste sono tutte immagini che fanno parte del nostro immaginario, ci si abitua anche a queste, salvo poi tornare a Fiuggi e dire molto spesso che i ritmi lenti del paese non hanno prezzo. Ai tempi del coronavirus anche questo è cambiato, in maniera repentina, forse stavolta la millantata mancanza di senso civico dei romani ha lasciato spazio ad una forte responsabilità. Certo, inutile dire che l’impressione che dà una città come Roma con le sue lunghe e larghe strade del centro senza nessuno ad acquistare nei negozi, senza i turisti con i pantaloncini a Marzo che si fanno selfie davanti ad ogni sasso, è davvero paradossale ma questo è quello che va fatto. Poi penseremo alle conseguenze di tutto questo, all’impatto sull’economia e in particolare sul turismo, ma oggi la cosa giusta da fare è stare in casa tutti tranne coloro che proprio non possono astenersi dal lavoro. È bello cercare di trovare qualcosa di positivo anche nelle difficoltà e se, per forza di cose, da questa bomba sociale il nostro Paese non potrà uscire uguale a prima dovrà uscirne migliorato, magari scopriremo che un tratto di strada si può fare a piedi proprio come si è fatto in questi giorni senza farsi travolgere dallo stress e dal traffico delle ore di punta. Dal mio canto posso dire che arrivare a lavoro a piedi è stato il metodo per evitare l’affollamento dei mezzi pubblici ed ho scoperto un tragitto che partendo dalla stazione Termini tocca Piazza della Repubblica, via Del Tritone, Piazza di Spagna, Piazzetta Borghese. In nessun altro posto nel mondo si può percorrere così tanta storia, arte, grandezza in 20 minuti di cammino. In nessun altro posto si può girare l’angolo e camminare altri 5 minuti per vedere Fontana di Trevi, Il Pantheon, l’Ara Pacis. Ebbene in questi giorni di “rarefazione sociale”, come la definiscono gli esperti, la bellezza di Roma si è concentrata ancora di più, ad un tratto sono sparite tutte le cose inutili lasciando spazio all’essenza della pietra delle architetture, dell’acqua delle fontane, del cielo oltre lo scorcio.

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Certo, fa davvero impressione la mattina guardare la scalinata di Trinità dei Monti e non vedere nessuno ma in questa sorta di stand-by la città più popolosa d’Italia ci può dare spunti importanti sia se ci mettiamo nei panni del turista che in quello del cittadino. Innanzitutto sarebbe bello riscoprire il fascino del turismo fuori stagione per godere a fondo delle bellezze e delle esperienze che un viaggio ci può dare, in fondo ricordo che ancora negli anni 2000 sembrava la normalità fare la canonica settimana di mare a Giugno o ai primi di Settembre. Invece oggi nell’ansia del souvenir fotografico, del mojito nel chiosco più modaiolo tutti ci ammassiamo a fare file chilometriche, maratone di parcheggio, per il mare ad Agosto che può essere solo in una specifica località, non un chilometro prima o dopo, guai a calcare le strade del poco frequentato. Anche l’industria del turismo andrebbe forse ripensata perché laddove il turismo porta benessere e ricchezza, spesso questo crea uno sfruttamento delle risorse così intenso che i flussi man mano finiscono lasciando dietro di loro il deserto. Purtroppo in questo contesto è inevitabile parlare di Roma come una città spettrale, dove da un giorno all’altro i negozi si svuotano, l’immagine più forte che mi rimane è quella di una commessa del Mac Donald che, in mancanza di clienti guarda il telefono seduta sul bancone. Il fast food, simbolo della globalizzazione e del mondo della velocità, colpito da questa epidemia che ci ha costretto tutti a vivere un mese in versione slow, a tirare il fiato per un attimo e guardarci intorno per vedere se quello che abbiamo costruito intorno a noi ci piace o no. Roma è lì da quasi 3 millenni, starà lì ancora per molti altri, il Covid-19 se ne andrà e torneremo alla normalità ma noi sicuramente non ci dimenticheremo di queste settimane, di quei giorni in cui tutta l’Italia si è fermata e sarebbe davvero un peccato buttare un’occasione così grande per pensare a noi e migliorare. Sicuramente i romani non se la dimenticheranno questa Roma in cui alle 6 del pomeriggio senti il rumore dei tuoi passi, attraversi la strada senza rischiare la tua incolumità ma non se la dimenticheranno nemmeno quelli che sono romani “solo” 5 giorni a settimana.

ALESSANDRO GRANDE

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