DA QUI INIZIA PER ME UN ALTRO VIAGGIO

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Bene! Da qui inizia per me un altro viaggio. E non a caso ho scelto questo sostantivo perché vorrei parlare allo stesso tempo di viaggio inteso come turismo e viaggio inteso come cammino professionale.

Brevissimi cenni di cronaca: il mio passaggio,dalla radio alla televisione è stato nell’87, al Tg3, ed è coinciso con la creazione del Tg3 nazionale sotto la direzione di Sandro Curzi. Il fatto di partecipare fin dalla nascita ad un progetto nuovo e creativo è stato per tutta la redazione uno stimolo straordinario. Nel ’95, sono stata chiamata al Tg2 dal direttore Mimun. Anche qui (il racconto della vita passa spesso attraverso strane combinazioni) per un progetto nuovo: l’edizione Tg2 20.30. E vi assicuro che per tutti noi l’orgoglio di costruire insieme, di offrire ai telespettatori una nuova proposta è stato un collante impareggiabile.

Ma veniamo all’oggi. Siamo nel bel mezzo dell’estate 2018 che al Paese ha portato un nuovo Governo, a Fiuggi un nuovo sindaco. A voi che leggete, un nuovo giornale riformato. Inutile dire che, per quanto riguarda quest’ultimo punto, sono molto contenta di farne parte, guarda caso, ancora una volta sin dall’inizio. Ed eccomi a parlare di viaggio nell’ottica del turismo.

Non conosco Fiuggi e il Frusinate come vorrei e intendo rimediare. Quello che ho visto, quello che ho letto, quello che ho sentito mi portano a pensare che questa regione offra molto più di quanto non si creda. Parlando di turismo possono riaprirsi ampie prospettive. Giova ricordare che il nostro Paese (i dati sono dello scorso anno) è al quinto posto tra i più visitati al mondo, circa 60 milioni i turisti internazionali in arrivo, come a dire, ma non è una battuta , che per ogni italiano arriva dall’estero una persona in cerca della scoperta o della conferma di quanto sia bella l’Italia. E, siccome non è solo l’orgoglio a dover essere appagato, ma anche le casse a dover essere riempite, ricordo che il turismo vale circa il 10% del Pil e quasi l’11% dell’occupazione nazionale.

Passiamo alla realtà di Fiuggi, la città dell’acqua e delle terme conosciute in larga parte del mondo per le cure renali e non solo. Se andiamo a cercare negli archivi dei giornali vedremo che tra il 1960 e il 1990 a Fiuggi sono stati organizzati grandi eventi della cultura, dello sport, della medicina, della musica e dello spettacolo in genere. Cito solo il Premio Fiuggi, il Cantagiro, i concorsi ippici nazionali, tanti convegni scientifici.

Non ho volutamente seguito né un ordine cronologico, né un ordine di importanza, perché Fiuggi non era famosa per un settore in particolare, era smart, conosciuta e frequentata proprio perché lì accadevano tante cose diverse e accadevano in un posto privilegiato quanto ad ambiente ed ospitalità. Poi, però, il declino. Diverse le ragioni: le nuove norme di legge più restrittive sulle cure termali, la crisi economica che si stava facendo strada a livello nazionale e quello strano mix fatto da una parte di errori di chi non ha saputo mantenere il livello al quale Fiuggi era abituata da anni, e dall’altra di capacità di chi ha, invece, saputo creare per altre mete sparse nel Paese, un nuovo appeal.

Oggi la situazione è questa: gli alberghi sono poco più di un centinaio, il turismo senza dubbio è, soprattutto, un turismo di massa, di passaggio, con una flessione del 30% rispetto al 2000. Troppo poco per quanto le sue potenzialità meritano. Le strutture ci sono: vanno ampliate, riaperte, rinnovate . Gli alberghi di ottimo e buon livello devono puntare ancor di più sui centri benessere: potrebbe essere la nuova cifra di Fiuggi. Il Golf club Fiuggi, uno dei più antichi d’Italia, deve essere più pubblicizzato, attirare turismo sportivo dai paesi del Nord Europa. E che dire della natura, dei dintorni di Fiuggi. Il discorso sui motivi di richiamo sarebbe, per fortuna, molto lungo. Lo riprenderemo nei prossimi numeri.

Ho da poco letto una intervista a Giuseppe Sala, sindaco di Milano, città che ha saputo ritrovare la sua capacità di essere trainante, concreta e propositiva. “Milano – ha detto il primo cittadino – in questo momento va bene soprattutto grazie agli investimenti stranieri, al turismo, alla presenza di studenti internazionali… Ma tutto questo è stato possibile perché il salto in avanti deriva da 20 anni di programmazione”. Ho riportato questa parte della dichiarazione per sottolineare come, per fare un lavoro serio, che dia risultati seri non si possa prescindere dalla programmazione e se a dirlo è il sindaco di una città così avanti c’è da credergli. Non sta a me , ma alla nuova leadership di Fiuggi (a proposito buon lavoro!) cercare di far ritornare di moda questa parte d’Italia. Credo che fantasia, creatività, pragmatismo, voglia di affidarsi alle nuove tecnologie, professionalità nel rapporto con i turisti, impulso della convegnistica siano parte dei capitoli del libro del rilancio. E come titolo, una indicazione che gli economisti danno sempre e volentieri e che nel turismo è ormai d’obbligo : “fare sistema, fare rete”. Il lavoro di tutti può portare benefici a tutti perché come diceva John Fitzgerald Kennedy: “Un’alta marea solleva tutte le barche “.

DANIELA VERGARA