I grandi viaggi di Tullio e Maria TURCHIA: Tra Oriente ed Occidente nella terra delle favole

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di Tullio Rea

 

Era il marzo del 2013 e fu uno dei nostri primi viaggi ed è qui che ci innamorammo del mondo e della diversità delle culture; d’allora, davanti a tanta bellezza, è stato un crescendo di curiosità e non è stato più possibile fermarsi.
Arriviamo in una caotica Istanbul ed il tempo, freddo e piovigginoso, incrementa un traffico impazzito e intasa le enormi strade di accesso alla città, ma da subito ci colpisce l’estrema pulizia e cura delle piazze e delle strade, abbellite da grandi giardini fioriti nei quali dominano splendidi tulipani, i fiori saranno una piacevole costante in questa terra.

Turchia_Istanbul

E’ bellissimo il centro di Istanbul, sullo sfondo la grande Moschea Blu con i suoi sei minareti che si stagliano verso il cielo, ed il vecchio ippodromo oggi a fare da piazza, con delle grandi fontane ritmiche che ne fanno una delle cartoline più belle al mondo. Sul lato opposto la straordinaria basilica di Santa Sofia con accanto il palazzo Topkapi, un tempo residenza del Sultano ed oggi museo, con bellissimi giardini e con il leggendario harem dove vivevano le sue tante mogli. Ma le tante bellezze di questa piazza non finiscono mai, su un altro lato si entra in una enorme cisterna sotterranea con 336 colonne, che forniva acqua al palazzo imperiale. Ma i luoghi dove si entra in contatto con gli abitanti sono il mercato delle spezie e il Gran Bazar, qui dominano gli odori forti e i tanti colori, si incontra gente di tutte le culture, vestite all’occidentale, con il velo o con il
burqa e tutti nel rispetto reciproco, i  questa terra che è un crocevia di tanti popoli. Istanbul è l’unica città al mondo appartenente a due continenti, l’Europa e l’Asia collegate al ponte che attraversa il Bosforo, ed è qui che con un bus lasciamo questa città per recarci nella capitale , Ankara. Lungo  la strada di 450 km che collega le due città, ci sorprenderà una tormenta di neve che ci costringerà ad esenuanti fermate, con un freddo pungente per il quale non ci eravamo attrezzati. La capitale è moderna con grandi strade, giardini ben curati con gli immancabili tulipani, su una collina il  mausoleo dedicato all’amato ex presidente Ataturk, la cui foto è affissa sui tanti palazzi della città.

Turchia_Ankara
Il giorno successivo ci svegliamo presto, perché con un altro bus partiamo  per la Cappadocia percorrendo per altri 350 km la vecchia via della seta, fermandoci come i vecchi carovanieri in un caravanserraglio, la monotona e dritta strada costeggia per tanti km un enorme lago salato e attraversa sterminate terre coltivate a grano.

Turchia_Caravanserai

Stanchissimi ma con un tumulto di forti emozioni, ma stavolta con il sole che ci regala un grande caldo, finalmente davanti ai nostri occhi, si apre il mondo delle favole : I Camini delle fate. Queste straordinarie formazioni si sono create milioni di anni fa dall’eruzione dei tanti vulcani della zona e, in seguito all’erosione creata dagli agenti atmosferici, questa terra è tata scolpita in forme fantastiche. Successivamente gli uomini scolpirono il morbido tufo costruendoci delle abitazioni, il cui interno ha ottime proprietà termiche, calde d’inverno  e fresche d’estate.

Turchia_Cappadocia

Le mattine ci svegliamo prestissimo, perché qui il tempo è scandito dai richiami dei Muezzin, lanciati dai microfoni e che rimbombano nelle valli formando una eco che diventa una dolcissima musica, facendo da sottofondo e che invitano i fedeli alla prima delle cinque preghiere giornaliere, e così ci ritroviamo a girovagare per i tanti villaggi, con lo stupore negli occhi per i tanti scenari da favola che si aprono e cambiano continuamente a seconda della luce del giorno. Urchisar, Pasabagi, Devenschir,Goreme, sono alcuni dei nomi dei tanti villaggi di questa incredibile terra dove il tempo pare sospeso in un perenne silenzio, che insieme alla meraviglia ci da un grande senso di pace,  dove pure la gente è dolcissima, basta un cenno ed una bellissima signora ci invita d entrare alla scoperta di quello che ha di più caro, la propria casa, con la camera da etto il salotto scavati nel tufo e sul pavimento e sulle pareti stupendi tappeti lavorati a mano con 30 doppi nodi per cm quadrato creati in mesi di estenuante lavoro. In cucina il marito, un omone dalla faccia burbera e dai grandi baffi, ma dal cuore gentile, ci offre del caffè turco, bevanda per i nostri gusti imbevibile, ma in quel momento dal sapore unico, perché sono dell’ospitalità di questa gente. Non ci lasciano andar via senza farci assaggiare la oro bevanda tipica , il raki , liquore di 45 gradi al sapore di anice. La sera assistiamo ad un’ipnotica danza di discepoli sufi, i Dervisci, che attraverso una rotazione del proprio corpo raggiungono l’estasi e il distacco dai beni materiali. La Cappadocia è stata anche erra di guerre e di invasioni e per tale motivo gli abitanti tra il quarto e quinto sec a.c. costruirono tante città sotterranee lavorando il morbido tufo, quella di Derinkuyu costruita su diversi livelli fino a 85 metri sotto il suolo, dove vivevano fino a 30.000 persone ed aveva, nei diversi livelli, scuole, cucine, cisterne, magazzini e la difesa di ogni livello era data da un enorme pietra rotonda che una volta chiusa non era più apribile dall’esterno. Lasciammo questa terra con il ricordo di aver vissuto tra una favola ed un sogno.