IL SANTUARIO DELLA SS. TRINITÀ

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di Mons. LORENZO LOPPA, Vescovo di Anagni – Alatri

Sull’estremo lembo sud della Provincia di Roma, a soli due chilometri dal confine del Lazio con l’Abruzzo, in fondo alla “valle santa”, conosciuta in tutto il mondo per i monasteri benedettini di Subiaco, sorge come un fiore dalle rocce il Santuario della SS. Trinità. Situato nel comune di Vallepietra, a 1337 metri s.l.m., si distende sul fianco meridionale del Colle della Tagliata (1654 m), contrafforte del Monte Autore (1853 m).

Agli occhi del pellegrino che, dopo un cammino disagiato, giunge nei pressi del Santuario, si presenta lo spettacolo impressionante dello Scoglio, una roccia tagliata a strapiombo, alta circa 300 metri, che fa da sfondo ad uno stretto piazzale su cui poggia il piccolo Santuario. Nel piazzale i centri di devozione sono: la Cappella in cui è esposta l’Eucaristia ogni giorno e la Cappella del Crocifisso o Cappella feriale nel piano sottostante; la Cappellina di Sant’Anna; la Chiesetta-Santuario in cui è custodito l’antichissimo affresco di scuola bizantina, rappresentante la SS. Trinità, cioè Dio uno nella natura, ma in Tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Il Dio di Gesù Cristo è un Dio-Famiglia, un mistero d’amore che siamo chiamati non a capire, ma a vivere.

Il Santuario è aperto per sei mesi l’anno, dal 1 maggio al 2 novembre, ed è meta di innumerevoli pellegrini provenienti non solo dal Lazio, ma anche dalle Regioni limitrofe. Un fenomeno di fede e di devozione straordinario è quello delle “Compagnie”, cioè di gruppi di fedeli associati che, soprattutto nei giorni della Solennità della SS. Trinità, si mettono in cammino a piedi e raggiungono il Santuario dopo molte ore di strada. Anche quest’anno, alla fine di maggio, esattamente il 25, 26 e 27, molti gruppi di pellegrini hanno offerto una chiarissima testimonianza di fede e di amore. Sono stati tre giorni di passione, di affetto, di sincero entusiasmo che hanno portato 300 “Compagnie” circa a raggiungere il Santuario e poi la cittadina di Vallepietra.

Personalmente la vivacità della fede e il coraggio della speranza di tante gente mi commuove. Ogni anno, aprendo e chiudendo il Santuario, ma soprattutto nel giorno della Festa, ho l’occasione di ringraziare i pellegrini per la loro presenza e la loro testimonianza di devozione e di amore. E’ bello vedere tante persone a contatto con l’infinita grandezza di Dio, resa quasi visibile e sperimentabile dall’imponenza dell’ambiente che circonda il Santuario, nell’esprimere il senso della propria piccolezza e povertà, insieme ad un sentimento di fiducia e di adorazione. Quest’anno durante l’omelia in occasione della Messa della Festa, ho avuto modo di ripetere spesso: “Davanti al mistero straordinario dell’amore di Dio ci sentiamo piccoli, ma abbracciati come bambini”.

Il Santuario della SS. Trinità è un polmone di speranza e di amore per la nostra Chiesa di Anagni-Alatri, per tutto il Lazio e per le Regioni circonvicine. E’ uno spazio benedetto in cui le persone portano i loro problemi, i loro dubbi, le loro sofferenze, ma anche le loro gioie e le loro speranze. Attraverso l’ascolto della Parola, la celebrazione dell’Eucaristia e la Riconciliazione, possono ritrovare la convinzione della loro fede, la giovinezza della speranza e la capacità di amare a somiglianza del Dio- Famiglia, alla scuola della Trinità che è l’origine, il modello e la meta non solo della Chiesa, ma di tutta l’umanità.

Vado a concludere questa mia breve nota e questa mia testimonianza con un augurio sincero al Dott. Gianfranco Battisti e al caro Pietro Martini: affinchè “Fiuggi”, con la competenza e la lealtà che tutti gli riconoscono, possa rendere un servizio efficace alla crescita sociale, culturale e morale di tutti i cittadini e della nostra Provincia. Nell’amore per la verità, nel rispetto delle persone, e con il rigore di uno sguardo attento, critico, ma sempre sereno e propositivo. Auguri.