SIMONELLI: A TEATRO TUTTO E’ POSSIBILE

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“Nemo propheta in patria”: locuzione latina piuttosto amara e spesso veritiera che, fortunatamente, qualche volta viene smentita dai fatti.

Luca Simonelli, attore, regista, autore, traduttore, adattatore, a Fiuggi, la sua città, è amato, stimato ed è considerato il punto di riferimento per antonomasia del teatro. I fiuggini sono orgogliosi di lui, consapevoli del patrimonio culturale che rappresenta per la città. Viene apprezzato anche per il suo carattere: affabile, rispettoso di tutti, disponibile e, soprattutto, umile. Luca non si è mai dato arie e questo, a mio parere, è un valore aggiunto alle sue qualità di artista. Un artista sensibile che ha dato e continua a dare tanto a Fiuggi, specialmente ai giovani che grazie a lui si sono avvicinati al teatro, se ne sono innamorati e molti di loro lo vivono da protagonisti.

Luca Simonelli ha seguito un percorso professionale che gli fa onore: si è diplomato all’Accademia d’arte drammatica diretta da Alvaro Piccardi e Giancarlo Sammartano; ha studiato alla Scuola di regia diretta da Luigi Squarzina; ha lavorato con grandi maestri in tutta Italia e poi ha messo la sua esperienza a disposizione della sua città. Non dimenticheremo mai, mia moglie ed io, la soddisfazione che provammo una ventina di anni fa al Teatro Flaiano di Roma dove andammo a vedere “Il gioco dell’amore e del caso” uno dei capolavori del drammaturgo francese Marivaux. Mentre attendevamo nel foyer, sentimmo una signora dire ad un’altra signora: “Ho già visto la commedia qualche anno fa, è molto bella, ma una mia amica mi ha detto che in questo adattamento è formidabile la regia.”

Ci avvicinammo a un manifesto e leggemmo “Regia di Luca Simonelli”. Lui non era presente, mi sembra che fosse in tournée con Ugo Paglai e Paola Gassman e all’uscita dal teatro, nonostante l’orario, telefonai al fratello Paolo per fargli i complimenti. Una regia originale, dinamica, brillante, capace di incollarti alla poltrona dall’inizio alla fine. La storia di Luca, e non solo di lui, dovrebbe renderci più generosi nel giudizio su Fiuggi e sui fiuggini.

Non credo che tutti i comuni con meno di 10.000 abitanti abbiano un laboratorio teatrale, una banda musicale, una scuola di musica, associazioni culturali, palestre, scuole di calcio e di altre discipline, capaci di esprimersi ad ottimi livelli come le tante realtà fiuggine. Realtà che sono fondamentali per la formazione dei nostri ragazzi alle quali mi sia consentito aggiungere anche il giornale Fiuggi, Luca, fra queste realtà, merita un posto d’onore e la gratitudine di tante famiglie. Auguri, caro Luca, per i tuoi 30 anni di Teatro.

PIETRO MARTINI