UNA PISTA CICLABILE A FIUGGI, ELEMENTO DI SVILUPPO TURISTICO E RICUCITURA URBANA di RAFFAELE POMPILI

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Tre chilometri e duecento metri.  Per unificare la pista ciclabile Fiuggi – Paliano, passando per il centro di Fiuggi,  e ricongiungersi con il  tratto costruito lungo il Lago di Canterno. “Per fare della pista ciclabile un vero elemento di sviluppo turistico e ricucitura urbana”, per dirla con il Presidente nazionale di Federturismo Confindustria Gianfranco Battisti, ed entrare con le carte in regola nel mercato del bike sharing (bici condivisa) nell’anno, il 2019, consacrato al turismo ”lento”. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire, per una città che ne ha perdute troppe, come hanno sottolineato con diversi accenti tutti gli intervenuti al Convegno su “Cicloturismo, sviluppo e sostenibilità – quando la bici fa bene all’economia”, svolto su iniziativa della sezione Federturismo di Unindustria il 5 Febbraio scorso all’Hotel San Giorgio. E la chiave per non far perdere a Fiuggi l’ennesimo treno  si chiama “Fiuggi Woodfront”, che sta pur se non letteralmente per “lungo bosco”, una ciclovia urbana che passando per Via Prenestina, Piazza Spada, Viale IV Giugno si inserisce sull’anello esistente presso l’impianto sportivo di “Capo i Prati” fino a ricongiungersi alla pista del Lago di Canterno. 3 chilometri e duecento metri in tutto, appunto, nella dettagliata presentazione dell’architetto Marco Mariani, ideatore con i colleghi dello Studio “M + M Associati” di un progetto, “ già conosciuto in sede amministrativa”, si è affrettato a dichiarare il Sindaco Alioska Baccarini assicurando il suo pieno sostegno, con un possibile finanziamento all’interno di un bando sulla mobilità ciclistica di 11 milioni di euro promosso dalla Regione Lazio. “La nostra idea”, spiega l’Architetto Mariani, “prende ispirazione dagli innumerevoli esempi di ricucitura urbana realizzati in tutto il mondo sui lungomare, i cosiddetti waterfront. Da noi mancando il mare ma essendo altrettanto forte ed importante la presenza del bosco abbiamo immaginato un lungo bosco, il primo woodfront, inteso come intervento di riqualificazione urbana che costeggi un’ area boschiva. Il tracciato, dell’attraversamento urbano di Fiuggi Fonte, è concepito come un percorso realmente attrattivo all’interno di un museo a cielo aperto, dove tutti giovani e meno giovani, con l’ausilio di smartphone,  audioguide e sculture interattive, possano scoprire gli avvenimenti che Fiuggi ha vissuto da protagonista. Una piccola infrastruttura di limitato impatto ambientale concepita per la valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale del comprensorio”, così ne sintetizza ruolo e significato Mariani, utile per ricongiungere e dare vita ad una ciclovia di 32 km. fra le più lunghe in Europa e penetrare in un mercato, come si diceva all’inizio, di cui Gianfranco Battisti ha delineato con chiarezza contorni e prospettive nel suo breve saluto iniziale: ”In Europa arriveranno nei prossimi 15 anni 550 milioni di nuovi turisti con alta capacità di spesa, di cui 60 milioni amanti del cicloturismo, primi fra tutti cinesi, tedeschi e francesi. Anche per questa ragione Ferrovie dello Stato ha da tempo commissionato 600 nuovi treni prodotti in Italia con gli spazi per le biciclette, già presenti su carrozze anche del trasporto regionale,  e per la ricarica delle bici assistite. E’ auspicabile, pertanto, che Fiuggi possa dotarsi di una infrastruttura espressione del turismo sostenibile e della migliore qualità della vita, fondamentale per la destagionalizzazione della domanda e per l’incremento del fatturato di alberghi ed esercizi commerciali”. Fugando i possibili timori degli operatori economici, emersi in questi giorni, riguardo alle ripercussioni su parcheggi, viabilità e traffico cittadino, diversi fra gli intervenuti hanno reso noto come sia calcolato mediamente fra il 15 ed il  25% medio l’aumento del fatturato di negozi ed attività commerciali a ridosso delle piste ciclabili. Vantaggi indiscutibili e ricadute significative in sostanza, ancora più appetibili per un ‘economia depressa come la nostra che Ludovica Casellati, Direttore di “viagginbici.com”e animatrice del Convegno ha quantificato nell’ordine di “164 euro quale spesa media giornaliera del ciclo turista”,  con una permanenza media certamente superiore a quella del turismo mordi e fuggi o da città dormitorio con cui si trova a fare attualmente i conti la nostra città. Di sicuro per intercettare una domanda in così rapido incremento non occorre soltanto dotarsi della nuova ciclovia cittadina.”I cicloturisti richiedono servizi elevati ed un trasporto pubblico integrato”, ha avvertito  Stefano Fiori Presidente della Sezione Turismo e Tempo Libero di Unindustria.”La qualità delle piste per attirare nuova clientela non può essere certamente modesta”, ha aggiunto Ada Rosa Balzan consulente per le politiche green di Federturismo Confindustria, ” come la manutenzione e le informazioni, spesso frammentarie ed insufficienti, presenti sulle ciclovie italiane”. Quasi un atto d’accusa indiretto riguardo alla gestione, si fa per dire, della pista ciclabile Fiuggi – Paliano. Una infrastruttura per cui furono spesi circa 10 miliardi inaugurata nel 2000 ed oggi ignorata dai ciclisti in primis,  mai sfruttata turisticamente, priva di segnaletica, invasa da rovi, fango ed erbacce fino quasi a renderla impraticabile nel tratto fiuggino, poco meno di due chilometri in cui in alcuni settori si è pericolosamente ristretta anche la carreggiata. La fotografia di un fallimento, insomma, di chi si era dotato della pista assai prima di altri e poi negli anni successivi l’ha colpevolmente abbandonata, dimenticata fino all’attuale profondo degrado con barriere per buona parte danneggiate irreparabilmente o semidistrutte. Anche in questo senso occorre decisamente voltare pagina come auspicano, primi fra tutti, i titolari dei 6 bike hotel (Ambasciatori, Delle Ortensie, Iris Crillon, Marconi, Silva Splendid e Touring) che hanno già investito persuasi delle notevoli potenzialità  del settore e su cui anche la Regione Lazio appare decisa ad impegnarsi. Sara Battisti, Consigliere Regionale di maggioranza, presente al convegno, ha annunciato la sottoscrizione con il collega Mauro Buschini di un emendamento inserito nella Legge di Bilancio regionale al fine di destinare maggiori risorse per la manutenzione e la messa in sicurezza della Fiuggi –  Paliano. Ben più ambizioso l’obiettivo, manifestato dall’esponente del PD, di una ciclovia turistica da Fiuggi a Roma – Porta Maggiore. Un sogno che potrebbe diventare realtà attraverso una serie di interventi mirati sull’ex tracciato ferroviario della Roma – Fiuggi, ma che dovrebbe godere del supporto di tutte le componenti del territorio nel sostenere il progetto e “fare sistema”. Proprio quanto a Fiuggi e dintorni non si è mai stati capaci di fare, ma per cui vale la pena di impegnarsi per lo sviluppo di un settore “in cui gli investimenti rientrano nel giro di un paio d’anni”, nella franca disamina dell’Avvocato Giorgio Santilli Presidente di Bikeeconomyforum, che non ha mancato di ricordare come le bici elettriche siano entrate di recente, come tanti di beni di prima necessità, nel “paniere” Istat. Qualcosa, in definitiva, per cui è il caso di darsi da fare per far rinascere un’economia attorno al turismo a due ruote, come nel caso del progetto “Terre di Casole Bike Hub” , illustrato dalla sua ideatrice Silvia Livoni. Nel Comune di Casole Val d’Elsa (Siena), in un territorio apparentemente fagocitato dalla vicine e notissime Siena e San Gimignano, è stato messo a punto un progetto che ha unito pubblico e privato nello sfruttamento della caratteristiche ciclabili del posto, in parte sterrate, e che ha restituito risorse e linfa vitale a 15 strutture agrituristiche e 8 alberghi aperti all’accoglienza dei cicloturisti, con una permanenza media di 4/5 notti rispetto alle due di San Gimignano. Tutto questo senza dimenticare i numeri da record dell’Eroica di Gaiole in Chianti (Siena) , da anni l’evento per eccellenza del cicloturismo storico nazionale,  nel racconto del suo vulcanico organizzatore, Giancarlo Brocci. Per l’edizione 2019, in calendario il 6 Ottobre prossimo, le iscrizioni provenienti da tutto il mondo sono già chiuse con  un tetto innalzato a 4.500 iscritti. Quel che ha colpito di più, nella colorita narrazione di Brocci, non è tanto il successo planetario dell’iniziativa, che ha fatto nascere a Gaiole 1.250 posti letto dal nulla del 1992 e per di più solo all’interno di strutture esistenti; ha lasciato di stucco, piuttosto, come l’Eroica venga sostenuta da una organizzazione con 21, dico 21,  associazioni di volontariato. Si legge sul bel sito web della corsa come l’Eroica sia nata quale omaggio al ciclismo antico che tanto ha dato all’Italia ma anche per riscoprire la bellezza della fatica ed il gusto dell’impresa”. Proprio quello che serve a Fiuggi,  magari riuscendo a “fare sistema”.