BENNATO: “LA REALTÀ ATTUALE È COLLODIANA”

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Edoardo, ormai sono più di 40 anni che sei un cantante di successo, un “ragazzo ribelle” che si esibisce sui palchi di tutta Europa, ma raccontaci degli inizi.

Dopo il diploma al liceo artistico mi iscrissi alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, proprio per darmi da fare con le case discografiche che erano a Milano. Cominciai a guadagnare un po’ di soldi facendo i disegni per le copertine dei dischi e le partiture musicali. L’episodio fondamentale di quel periodo fu quando un bel giorno Vincenzo Donato mi porse un’armonica dicendo “me l’hanno regalata non so che farci. Tienila tu”. Dopo qualche tempo tornai a Napoli ed iniziai a bazzicare la più vicina Roma. Il direttore artistico della “Ricordi” Micocci, mi convinse a firmare un contratto con la “Parade” da poco fondata insieme ad altri soci: Ennio Morricone, Luis Bachalov e Niko Fidenkco.

Che rapporto hai con Mogol?

Siamo amici. Ricordo che tornato a Milano ho mosso i primi passi con Mogol, Lucio Battisti e Mara Maionchi. Nel ’73 poi ho pubblicato l’album “Non farmi cadere le braccia” e sono stato licenziato dalla “Ricordi” perché “la mia voce era non radiofonica” per i censori della RAI. Lì ho capito il potere dei media. Il nostro lavoro non è come quello dei calciatori, per esempio, in cui vali se sei bravo e vieni rilanciato. Nella musica i media possono lanciarti o distruggerti.

Oggi, dopo più di quarant’anni dall’uscita viene pubblicata la “Legacy Edition” di “Burattino senza fili”, tuo capolavoro assoluto e della musica d’autore italiana. Puoi spiegarmi cosa ti ha spinto a “raccontare questa favola”?

A distanza di anni ho ripreso la metafora del potere e della società raccontata attraverso Pinocchio e i suoi compagni di favola perché mi sono reso conto che la realtà attuale è collodiana con fate, mastri Geppetto, gatti e volpi! Ho inserito anche tre nuovi personaggi. Mastro Geppetto l’ho immaginato come un artigiano in pensione che, per solitudine, crea un burattino per interloquire. Lucignolo è fondamentale, perché porta Pinocchio allo scatafascio nel Paese dei Balocchi. Poi c’è Che comico il Grillo parlante, in cui ironizzo sulla politica italiana.

E cosa pensi della situazione politica attuale?

Ora è una matassa ingarbugliata. Tra nord e sud c’è un forte divario che si è rispecchiato anche nelle elezioni. Al sud c’è una mentalità diversa dal 1860, assistenzialista. Alla fine degli anni ’60 i Calabresi, i Siciliani e i Campani emigravano con la complicità dello stato Belga. A causa dell’ignoranza gli operai firmavano e non potevano neanche più andare via. Ricordiamo l’incidente di Marcinelle! A causa del livore accumulato dalla classe operaia è nata una sorta di “complicità” e tolleranza verso la criminalità che è nata sulla necessità della gente. A Castel Volturno c’è un grande problema con gli immigrati e la camorra. In questa situazione c’è anche chi deve fare la parte del cerbero come Salvini. Salvini non è razzista ma a suo modo vuole risolvere un problema che c’è. Di Maio e Salvini si affacciano alla politica con un approccio nuovo. Vedremo cosa faranno.

Mi riallaccio al tema dei migranti a cui sei molto sensibile. Da artista poliedrico ti dedichi anche alla pittura affrontando queste problematiche. Cosa pensi del razzismo?

Il razzismo deriva dall’ignoranza! Se da bambini, nelle scuole, ci spiegassero che l’umanità trae origine tutta dallo stesso ceppo non esisterebbe il razzismo. L’uomo nasce in Africa. La pelle era nera a causa della forte irradiazione solare e della mela- nina. Man mano che l’uomo si è spostato verso nord la pelle è diventata più chiara, è cambiata la fisionomia per le diverse condizioni ambientali. L’apparente distinzione delle razze deriva dalle componenti geofisiche. Dovrebbero spiegarci però che è solo una differenza fisica, siamo tutti con le stesse potenzialità. Essere discriminati deve essere bruttissimo. Noi non lo sappiamo, ma deve essere terribile!

Certo, si fa fatica a volte ad accettare “il diverso”, noi siamo dei privilegiati.

Dovremmo avere tutti gli stessi diritti da Stoccolma a Lagos. Anzi nel nord il tasso di natività è molto più basso che in Africa, forse per ignoranza. Loro scappano e vengono da noi, sono sempre “pronti a salpare”. Della guerra noi non vediamo che una spettacolarizzazione ma non la viviamo più, la “Famiglia Umana” si è evoluta. In Africa, nel ‘65 abbiamo abbandonato le colonie ma contribuivamo alla diffusione di certi principi. Con i capi tribù e la legge del più forte è diventato un macello! Abbiamo dato “A’ pazziell in man è creatur”.

Hai tenuto anche una lezione alla IULM su questo tema. Raccontaci.

Sì, ho tenuto una lezione di geopolitica. Dobbiamo capire la differenza tra “Famiglia Umana Bambina” e “Famiglia Umana Adulta” deriva dalla “latitudine” e dal diverso contesto ambientale. A causa della differenza termica tra inverno ed estate i membri della famiglia sono stati costretti ad incentivare le nozio- ni tecnologiche, etiche, morali e sociali accumulate lungo il millenario itinerario della latitudine, fino a diventare adulta. Come in ingegneria e in architettura la statica e la scienza delle costruzioni si regge sull’unico parametro della forza gravitazionale, la geopolitica sulla latitudine.

Sei stato a Fiuggi più volte e i tuoi concerti sono rimasti memorabili: l’ultima volta sei venuto nel 2014. Non pensi che sia ora di tornarci?

Di Fiuggi ho un ottimo ricordo, mi piace molto e ci vengo sempre volentieri.

Allora ti aspettiamo: intanto grazie Edoardo, per noi sei sempre un valore. A presto.