“GENTE ANTICOLANA: FIUGGI,  STORIE DI MESTIERI SCOMPARSI E DI LAVORATORI” NEL GIUDIZIO DI PADRE UBALDO TERRINONI

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Ludovici Bruno    Volentieri esprimo viva, sincera gratitudine al caro Bruno Ludovici che, con competenza e passione, ha fermato per sempre in un elegante volume preziose notizie su arti e mestieri tradizionali, che hanno caratterizzato la cultura e la vita quotidiana della nostra città: Fiuggi. A lui dunque il merito della riproposta degli antichi lavori per mantenere viva la memoria di chi ci ha preceduto nel tempo e ha contribuito fattivamente a valorizzare il ricco patrimonio della tradizione.

         Il libro è come una location della mostra di arti e mestieri di una volta destinata al pubblico; è come una specie di allestimento e di esposizione, perché il lettore possa rivisitare la vita quotidiana con usanze e pratiche di un passato che si allontana inesorabilmente sempre più da noi; è una felice occasione offerta all’uomo di oggi per un confronto serrato tra due modi di vivere, di programmare, lavorare, incontrare, inventare, celebrare…

         Così, l’autore, dopo un rapido sguardo panoramico storico (pp. VII-XIII), fa passare sotto l’occhio attento del lettore, in ordine alfabetico, mestieri e lavoratori: acquaiole, banditori, calzolai, conduttori di albergo, ebanisti e falegnami, fabbri, filatrici, fornai, giardinieri… (pp. 1-98). Segue una triplice “appendice” documentaria con una ricca galleria di nitide foto in bianco e nero (pp. 124-135); e chiude il volume la postfazione di Pino Pelloni (p. 136) e alcune note iconografiche e ringraziamenti (p. 137).

         In ogni riga, in ogni espressione si riesce a cogliere l’amore dell’autore per la sua terra e per la sua “gente anticolana”. Lo stile letterario spicca per naturalezza, spontaneità e chiarezza. Si registra e si ammira la particolare qualità della penna e le edificanti ragioni del cuore. Qui sono riproposte figure, episodi, eventi, luoghi e circostanze di un vivere semplice e modesto, eppure meritevole di essere evidenziato e commemorato, perché tutto ciò che coinvolge il cuore risulta sempre grande e solenne e merita attenzione e rispetto.

         Con gusto poetico, il Ludovici ama sovente tradurre verbi, sostantivi e aggettivi nel dialetto fiuggino. Inoltre, con lodevole fedeltà, degna di uno storico, riferisce nomi, cognomi e soprannomi senza che gliene sfugga qualcuno. E qua e là incornicia simpatiche poesie in vernacolo. Non disdegna neppure di richiamare formule magiche in un latino “maccheronico” alle quali facevano riferimento fattucchieri, maghi e cartomanti per scongiurare malocchi e altri poteri malefici.

         Nel libro viene celebrata con… meritevole solennità la quotidianità dei nostri avi. E ciò costituisce una preziosa lezione e un implicito invito, per chi vive oggi, a tornare a ciò che veramente conta nella vita, a essenzializzare l’esistenza con l’aiuto della memoria (intesa come “intelligenza del cuore”) che rivisita il passato e attinge nuovi spunti per inquadrare in un’ottica più giusta l’oggi, l’attuale contesto sociale.

         In definitiva, questa felice pubblicazione mette il lettore di fronte a un passato che ci appartiene e lo sollecita a riportare il passato alla memoria; questa conserva gli eventi passati nella loro carica creativa, nella loro capacità di essere fonte di altri eventi nel nostro oggi. Pertanto, la memoria non è qualcosa di inerte e melanconico, ma è un richiamo a vivere intensamente il presente e a preparare il futuro. Infatti, merita sottolineare che il “memoriale” biblico richiama il passato solo per farlo rivivere come sollecito a conseguire la salvezza nel presente e nella vita.

         Dopo la lettura del volume, ci si augura che spunti nell’attento lettore una certa nostalgia del ritorno alla terra o almeno una sua riscoperta. Tornare alla natura equivale a tornare alle proprie radici; il legame con la terra è connaturale all’uomo. Il testo biblico infatti unisce strettamente adam (il primo uomo) con l’adamàh (la terra) (Gen 2,7); sussiste una certa “parentela” tra l’uno e l’altra.

         Questo legame alla terra, matrice e fonte di vita, crea e alimenta anche il senso di responsabilità che lega e impegna ciascuno singolarmente. E poi, la terra dona tanto a tutti, con commovente generosità! Però a condizione che ognuno si doni a lei generosamente col proprio quotidiano lavoro. Dunque, la riscoperta della terra è un buon seme di speranza!

Padre Ubaldo Terrinoni

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Bruno Ludovici, “GENTE ANTICOLANA, Fiuggi – storie di mestieri scomparsi e di lavoratori” a cura di Daniele BaldassarreArti Grafiche Tofani, Alatri-Frosinone 2019: Pagine 138 – € 20,00