BASTA UN POCO DI ZUCCHERO E LA PILLOLA VA GIU’ “ESSERE VOLONTARIO SIGNIFICA  INDOSSARE GLIU ZINALE”

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Unitalsi 3

Era il 1989 quando per la prima volta sono partita con il Treno della Gioia dell’Unitalsi Romana Laziale (sezione oggi presieduta dalla nostra compaesana Preziosa Terrinoni), con la mia sottosezione. A quei tempi eravamo ancora strettamente legati agli amici di Frosinone, poi con il tempo siamo diventati autonomi e la sottosezione Anagni Alatri, di cui Fiuggi fa parte ed è cuore pulsante, ha cominciato a camminare da sola.

Insieme a molti amici/fratelli siamo stati forieri di grandi novità a Loreto; abbiamo lavorato duramente perchè questa esperienza con i bambini, in questo santuario ricco di intimità e spiritualità, si scolpisse nel cuore delle persone. L’instancabile impegno di moltissima gente ha reso nel tempo questo Pellegrinaggio, unico!

Ma se oggi sono qui a scrivere non è per fare un tuffo nel passato, anzi è per immergermi, insieme a voi, nel presente.

Ad anni di duro impegno e grande gioia si sono succeduti anni di servizio semplice che ha ricordato a tutti noi che il volontariato non è e non deve essere motivo di presunzione; essere un volontario significa indossare “gliu zinale” del servizio, quello che le nostre mamme e le nostre nonne indossavano quando impastavano la pasta per il pranzo della domenica, quando impastavano la pasta per mettersi a servizio della famiglia! lo zinale del servizio è l’uniforme di chi vuole mettersi a disposizione senza vana gloria e questo è quello che fanno ogni giorno a casa e ogni anno a Loreto i giovani e meno giovani volontari della sottosezione di Anagni Alatri guidati da chi è cresciuto a latte e Unitalsi (Piergiorgio Ballini).

Quest’anno il treno è stato bellissimo, Mary Poppins ha ispirato scenario e giochi d’acqua e di colori che hanno visto protagonisti i bambini e le loro mamme; scenografie, musiche, luci, allestimenti, sono stati possibili grazie all’impegno di chi non manca mai di tendere una mano, mi riferisco a Gianni Giorgilli della Studio 80, alla famiglia CST Ciccarelli, a Marco Todini, ai Complotto, a Pio Fioramonti a cui non finiremo mai di dire “grazie”.

Per la prima volta le mamme di Loreto sono state protagoniste oltre che dell’animazione delle celebrazioni liturgiche, anche dell’animazione serale e con il contributo di molte voci, e di una direttrice d’orchestra d’eccezione, che presta tutta la sua competenza e mimica a questo coro ormai da 4 anni (Bernardette Terrinoni), hanno allietato l’ultima sera a Loreto con canti da pelle d’oca.

A Loreto nascono idee e talenti che solo il Cielo può ispirare e mentre noi quest’anno dipingevamo la piazza di colori, uno dei nostri bimbi, ormai diciassettenne – che qualche anno fa ammaliava i volontari con i suoi tiri da vero cestista nei cassonetti dei rifiuti della piazza di Loreto e costringeva tutti a giocare a basket anche sotto il sole cocente del primo pomeriggio – disputava in Finlandia la finale dei Giochi parolimpici europei under 22 di Basket in carrozzina contro una strepitosa Francia che poi ci ha travolti. Ancora me lo ricordo il nostro Matteo Gabotti nazionale (un bimbo di Loreto di Borgo Podgora) che diceva a mio figlio Matteo che da grande avrebbe fatto il campione di Basket e mio figlio gli rispondeva, con l’ingenuità di un seienne, che senza l’uso delle gambe non si poteva diventare un campione di basket.

Ecco questi sono i miracoli, piccoli, ma pur sempre miracoli di Loreto: avere un sogno e trovare il coraggio di viverlo oltre ogni difficoltà e ostacolo!

Questo è quello che fanno tutti i nostri ragazzi che ogni anno a giugno salgono su un pullman per un viaggio che li porterà dove solo il cuore può arrivare: nel cuore dei bambini e delle mamme di Loreto.

MARIA CHIARA CAPONI