“CRITICA ALL’INDIVIDUALISMO”

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“C’è bisogno di dialogo tra le parti, c’è bisogno di costituire una nuova realtà che sia in grado di rappresentare tutti gli albergatori e che tenga conto di tutte le esigenze e le peculiarità a questi connesse”
di SILVIA TUCCIARELLI

Ho riflettuto a lungo riguardo l’argomento che avrei potuto affrontare in questo mio primo articolo. Non vi nego che avrei preferito parlare di quanto bella sia la mia e la vostra città, così come mi sarebbe piaciuto decantare il lavoro dell’amministrazione
attuale e precedenti, l’impegno degli imprenditori e degli albergatori tutti, che quotidianamente mettono in campo il loro operato per rendere sempre più attrattiva la nostra offerta turistica. Ahimè però, ho intenzione di cogliere questa occasione per muovere una critica, che dico una critica, forse più una provocazione, un’opinione
del tutto personale che mi auguro possa far riflettere chi come me, ha a cuore il futuro della nostra amata Fiuggi. Come ben tutti sanno la mia famiglia appartiene da diverse
generazioni a quella macro area sociale degli “albergatori” di Fiuggi, se così vogliamo classificarla, e proprio per questo motivo, ci tengo fin da subito a far presente a tutti i lettori che il mio articolo non contiene né favoritismi, né tanto meno prese di posizioni
a prescindere, in quanto non escludo la possibilità che negli anni si sia consolidata dentro di me un’idea che potrebbe essere anche a tratti in disaccordo con quella della mia famiglia. Detto questo, vorrei fare una piccola analisi relativa alle strutture
alberghiere che ad oggi ancora “sopravvivono” a una crisi economica e sociale che perdura da ormai troppi anni. Continuare a pensare che a Fiuggi negli anni ‘80 ci fossero ben 200 strutture alberghiere attive, piangendoci addosso e additando come
colpevoli quelli o quegl’altri, di certo non ci porterà a rivivere quei famosi
“tempi d’oro”. Continuare a guardare agli sbagli dei nostri vicini per sentirci vittime della situazione, non farà di quest’ultimi i carnefici di tutta questa storia, recriminare gli errori altrui senza soffermarsi a fare un’autoanalisi delle proprie scelte, non ci garantirà di certo l’immortalità in questo mondo. Nessuno è eroe da solo, quelli esistono solo nei film.
Credo che sia giunta l’ora di concentrarci su quello che abbiamo, indipendentemente da tutto quello che abbiamo perso per strada. Credo sia fondamentale oggi focalizzare
la nostra attenzione sulle risorse che abbiamo a disposizione, sforzandoci ed immaginandone il potenziale di crescita da qui a 10/20 anni. Avere una visione, un sogno, o un progetto, che dir si voglia, penso sia l’unico modo per riuscire pian piano a
costruire qualcosa di concreto che garantisca a tutta la comunità di risollevarsi
da questo stato di torpore e apatia totali, ma affinché tutto questo non rimanga un’utopia, sappiate che c’è bisogno di tanta fiducia e soprattutto di una buona dose di generosità, tenendo presente che i risultati che potrebbero essere raggiunti, con molta probabilità, non saranno goduti direttamente da noi che oggi siamo chiamati a “sporcarci le mani”, ma bensì dai nostri figli. Costruire un futuro per quelli che verranno, e godere unicamente del fatto di essere stati i fautori e i partecipi della realizzazione di quel progetto, dovrà essere l’unica spinta che ci muoverà a lavorare.Per prima cosa credo che una cittadina turistica come la nostra, con qualche decina di strutture alberghiere, tra grandi e piccole, non possa continuare a farsi gestire da ben
tre diverse Associazioni; non dico che sia meglio l’una o l’altra, ma penso che sia impensabile che ancora oggi non si riesca a fare gruppo e a mettere insieme le forze di ognuno al fine di creare un sistema di sviluppo e di crescita costanti.
C’è bisogno di dialogo tra le parti, c’è bisogno di costituire una nuova realtà che sia in grado di rappresentare tutti gli albergatori e che tenga conto di tutte le esigenze e le peculiarità a questi connesse. C’è bisogno di regole che dettino i parametri di ogni struttura secondo criteri oggettivi, che spazino dal tipo di gestione alla qualità dei servizi offerti. C’è bisogno di una rivalutazione totale di tutti gli alberghi, che non si basi più sul
numero delle stelle, quello temo sia un concetto ormai superato da tempo o comunque di cui si è abusato fin troppo. È necessario che ognuno di noi si impegni per la ricerca della propria identità, perché solo in questo modo, dando a chi non gli è stato riconosciuto e togliendo a chi in questi anni ne ha approfittato, sarà possibile per ognuno di noi ricostruirsi e fidelizzare la propria fetta di mercato. Attenzione, mi rendo conto che quello che sto dicendo potrebbe aizzare gli animi di qualcuno, ma quando parlo di “togliere” non intendo parlare di privazioni, ma bensì di un riequilibrio, di una redistribuzione degli onori e degli oneri di tutti. Per intenderci, se io fossi alta un metro e 60 e avessi delle ottime abilità nel salto, sarebbe molto più probabile che, attraverso un duro allenamento, io diventassi una pallavolista piuttosto che una cestista. Questo non vuol dire che io abbia fallito, questo vuol dire riuscire a godere del fatto che il mio bicchiere sia mezzo pieno, così come lo è quello del mio vicino.
Riconoscere i propri limiti e le proprie attitudini rappresenta il primo passo per la crescita. Essere in grado di individuare le proprie qualità, che non obbligatoriamente debbono essere uguali o “spendibili” sul mercato come quelle degli altri, mi dà un’identità, disegna il mio profilo, che in quanto tale è solo mio e quindi unico, a tal punto che anche la mia offerta sarà unica e di conseguenza non intralcerà il lavoro
altrui. Basta con la guerra dei prezzi, basta con le offerte stracciate; avere l’albergo
aperto non farà di voi dei bravi imprenditori. Torniamo a scegliere noi cosa è giusto e cosa non lo è, iniziamo a sceglierlo secondo le nostre esigenze, secondo i nostri parametri e finiamola di farci scegliere dagli altri, di farci dettare regole da agenzie che negli anni si sono arricchite alle nostre spalle. Torniamo a parlare di etica e di valore aggiunto e smettiamola di riempire le stanze dei nostri alberghi e riiniziamo a riempire le piazze. Discutiamo, parliamo e confrontiamoci animatamente, perché solo così avremo modo di arricchirci. E credetemi, a quel punto il guadagno arriverà da sé.

Silvia Tucciarelli 29 anni, laurea magistrale in Scienze della Comunicazione – Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d’Impresa – con 110/110 all’università Sapienza di Roma, ha partecipato al Programma Erasmus presso l’ Università Carlos III di Madrid. Questo suo articolo può essere un ottimo punto di partenza per iniziare quel “Forum Albergatori” da noi annunciato