“NEL 2020 VOGLIO CORRERE PER IL TITOLO”. FRANCESCO COCCO VUOLE AFFRONTARE UN ANNO DA SOGNO

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Il giorno 13 dicembre 2019, alla presenza del Presidente della “Polisportiva Lazio” Mario Notari e della squadra tecnica della BMW, oltre che del manager Luca Lommi e del  preparatore atletico Alfredo Stecchi e con la presenza della motocicletta, grande protagonista dell’evento oltre che della stagione conclusa, si è svolta la conferenza stampa di Francesco Cocco, forte motociclista fiuggino che ormai da un quinquennio si sta affermando nel mondo dei motori e delle due ruote. Nella stagione 2019 il “Numero 75” ha corso in campionato italiano superbike potendo vantare 2 gare vinte, 1 secondo posto e 4 quinti posti. A fine stagione Cocco ha potuto vantare un ottimo  5° posto in classifica generale, risultati che lo hanno aiutato a farsi notare da varie scuderie per la prossima stagione.

Unico pilota della Polisportiva Lazio da quattro anni e sicuramente per il quinto anno nel 2020, Cocco il 9 gennaio è stato premiato dal Presidente del CONI Giovanni Malagò per meriti sportivi, insieme ai suoi colleghi facenti parte del medesimo gruppo laziale, e che contribuiscono da ben 120 anni, tramite la loro attività agonistica, a mantenere vivo e prestigioso il movimento sportivo italiano.

Ora lo sta aspettando la nuova stagione con qualche punto interrogativo sul suo futuro ma con la certezza di poter partecipare ancora in prestigiosi campionati, tanto che non si lascia intimorire dai duri allenamenti invernali che si svolgono in una apposita palestra romana sei giorni alla settimana.

Francesco Cocco, ti stai affermando sempre più come un ottimo pilota in posizioni importanti, ma da dove sei partito per arrivare sin qui?

Ho iniziato a 9 anni con le minimoto per due anni. In seguito ho corso con le Minigp dagli 11 anni fino ai 13. Le Minigp sarebbero delle minimoto un po’ più grandi e veloci, e quindi più impegnative. Dai 14 anni con le 600 di cilindrata con le quali ho ottenuto la vittoria del campionato al debutto. Dal 2010 al 2013 ho proseguito nel Mondiale 600 per poi correre con la 1000 di cilindrata dopo un anno fermo per infortunio tra ginocchio e caviglia. Dal 2015 comunque ho sempre gareggiato per conquistare le prime posizioni con scuderie importanti come la Yamaha e la BMW.

La stagione 2019 si è appena conclusa. Cosa ne pensi del tuo campionato e dei tuoi risultati? E soprattutto, quali saranno gli obiettivi per la stagione 2020?

Sono molto soddisfatto per la mia stagione, anche se in qualche gara avrei potuto fare un risultato migliore, come ad Imola, dove sono caduto il venerdì e in gara sono stato dolorante chiudendo una volta nono e una volta decimo nelle due gare del weekend. Se non fosse stato per quella corsa avrei potuto concorrere per la vittoria del campionato fino all’ultima corsa stagionale. Ma è stato un anno comunque positivo. Questa stagione mi ha dato molta lucidità e consapevolezza dei miei mezzi, anche perché sono sempre andato forte e questo mi ha permesso di mettermi in mostra anche agli occhi di altre squadre. Se devo rimproverarmi qualcosa è solamente perché in qualche gara avrei potuto dare qualcosa in più ma il bilancio è assolutamente positivo. E sono in pace con me stesso (ridendo). Per il 2020  punto al titolo. Se miglioriamo qualcosa che c’è da migliorare, posso lottare tranquillamente per il titolo e per la vittoria di tutte le gare. Anche perché sono uno dei top rider insieme ad altri tre o quattro corridori.

Ecco, i tuoi rivali e le rivalità. Che rapporto c’è con gli altri gareggianti? Una rivalità accesa o una rivalità/amicizia?

Il nostro  mondo è particolare. Siamo 41 piloti e tutti con l’obiettivo di vincere. Ovviamente fuori dal circuito ci salutiamo con rispetto ma nulla di più. Sembra un brutto mondo così ma si respira la voglia di vincere in ognuno di noi. C’è qualcuno che fuori da lì riesce a legare con altri piloti e ad uscire insieme, ma non io. Io voglio sempre vincere e per me sono rivali. Non si hanno “amicizie”, nemmeno col compagno di scuderia che è il primo avversario, avendo la stessa moto e dunque la rivalità è più accesa per chi farà più punti ad ogni campionato. In questa stagione ho vinto io, il mio compagno di scuderia è arrivato decimo o nono se ben ricordo a causa anche di alcune cadute che ne hanno compromesso la stagione. E quando cadi una, due volte, perdi anche 25 punti in classifica,a gara, e non sono facili da recuperare in appena 12 gare. Con gli staff avversari invece c’è molto rispetto. Sai che un giorno da avversari potrebbero diventare compagni e dunque con loro mantieni un rapporto diverso e di rispetto. Con la propria squadra invece un rapporto di amicizia, stima e affetto: lavorando h24 per la moto e le gare, si crea un legame forte.

Hai detto a chiare lettere che punti a migliorare e soprattutto al titolo. Ma come si migliora un pilota? E soprattutto come può farlo in appena tre o quattro mesi di pausa tra la fine di un campionato e l’inizio del successivo?

Un pilota deve saper migliorare a livello psicologico per il 90% dell’allenamento. Io ho un mental coach che mi aiuta durante tutta la stagione. L’allenamento consiste in un training autogeno prima e dopo  ogni gara analizzando gli errori e riuscendo a rilassarti e scaricare la tensione. A livello fisico bisogna essere “una macchina” senza mai saltare un allenamento, nemmeno per 5 minuti. Dal punto di vista tecnico occorre migliorare la moto per recuperare tempo in pista. Il lavoro principale è quello invernale con lo sviluppo del mezzo con i test in Spagna dove il clima è più favorevole, per arrivare alla prima gara con la moto competitiva. Poi durante il campionato si possono fare solo piccoli aggiustamenti per mancanza di tempo e per non stravolgere la struttura principale del mezzo e del metodo di lavoro.

Francesco, infine non posso non chiederti due parole su Fiuggi. Quale rapporto ti lega a Fiuggi?

Con Fiuggi ho un rapporto particolare di “Odi et Amo”. Non mi sono mai sentito molto appoggiato dai fiuggini, non li vedo orgogliosi di un loro atleta che è arrivato ad un certo livello. È brutto dirlo e mi dispiace moltissimo. Spero di cambiare idea con il tempo e ricredermi su questo pensiero. Ce n’è molto di tempo. Io con i miei sacrifici e allenamenti continuerò a migliorarmi intanto per ottenere un maggiore successo.

Pierpaolo Ambrosetti