PIANO STRATEGICO DEL TURISMO 2017-2022

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PIANO STRATEGICO DEL TURISMO 2017-2022 E PROGRAMMA ATTUATIVO ANNUALE 2017-2018

di FRANCESCO PALUMBO, Direttore generale Turismo – MiBACT

Il settore turistico italiano ha registrato una crescita significativa nel 2016, proseguita nel 2017, con un riscontro positivo diffuso nel territorio nazionale, dalle grandi destinazioni, a quelle di nicchia. Per l’Istat, il 2017 si chiuderà con un incremento del +4,5% degli arrivi e del +6,0 % dei pernottamenti registrati nelle strutture ricettive ufficiali italiane. La redditività del turismo è il terreno che fornisce i dati più incoraggianti per l’economia del Paese: nel 2017 la spesa dei turisti stranieri è cresciuta del +7,2% secondo la Banca d’Italia, per un ammontare complessivo di 39 miliardi di euro, contribuendo ad un significativo +8,7% della bilancia turistica dei pagamenti.

Le implicazioni di un fenomeno così ampio e trasversale, unito alle previsioni di costante aumento della domanda internazionale, fino a sfiorare la soglia dei due miliardi di viaggiatori nel mondo nel 2030 (fonte UNWTO), rendono necessaria l’adozione di strumenti utili a governare e indirizzare la crescita. Per il nostro Paese è stato quindi fondamentale dotarsi di un Piano Strategico del Turismo, a valenza pluriennale, attraverso il quale mettere a fuoco una visione unitaria, definire obiettivi comuni e individuare un quadro di riferimento condiviso, rispetto al quale far convergere l’azione individuale e collettiva dei vari attori che concorrono alla formazione del sistema di offerta turistica nazionale.

IL PIANO STRATEGICO DEL TURISMO 2017-2022 (PST) è stato adottato dal Consiglio dei Ministri il 17 febbraio 2017, come risultato dell’ampio processo di partecipazione avviato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), attraverso la Direzione Generale Turismo (DGT). Il PST, adottando un approccio diverso e innovativo, basato su un metodo aperto e condiviso che ha coinvolto le Amministrazioni competenti, centrali e regionali, e tutti gli operatori del turismo italiano, pubblici e privati, ha ridisegnato la programmazione di settore, con il fine ultimo di aumentarne l’efficacia e fissare obiettivi precisi per i prossimi sei anni.

Nella visione tratteggiata dal PST, l’Italia vuole riaffermare la propria leadership nel mercato turistico, rilanciando la bellezza del suo patrimonio e dei suoi territori quale fattore unico e distintivo di competitività e attrazione. Vi è la convinzione che il turismo, posto al centro del modello di sviluppo, possa contribuire alla gestione durevole delle risorse culturali e naturali e produrre benessere economico e sociale per i propri territori. Questa visione prende le mosse da un rinnovamento profondo dei modelli di offerta turistica nella direzione della sostenibilità, dell’innovazione digitale, della qualità dell’accoglienza e dell’adattamento alle nuove tendenze della domanda. La realizzazione operativa del PST 2017-2022 – a partire da quanto disposto dall’art. 4 del D.M. 8 agosto 2014 ed in coerenza con quanto stabilito nel Piano stesso – avviene attraverso Programmi Attuativi Annuali (PAA).

Recentemente, con decreto ministeriale n. 72 del 30 gennaio 2018, è stato approvato il PROGRAMMA ATTUATIVO 2017-2018 che include un insieme di azioni di valenza nazionale, in corso di realizzazione dal 2017, oppure avviate, o da avviare nel 2018, definite dalla DGT secondo un metodo di co-programmazione con le altre Amministrazioni Centrali, il Coordinamento Regioni, le Istituzioni territoriali ed alcuni operatori chiave nel campo della mobilità sostenibile.

Le Azioni inserite nel Programma sono 50 e derivano da una selezione effettuata a partire dalle circa 200 idee e proposte di azioni pervenute attraverso la piattaforma partecipativa, le riunioni del Comitato Permanente del Turismo, la partecipazione ai tavoli interministeriali o la presentazione da parte dei diversi stakeholder del settore. Le proposte progettuali sono coerenti rispetto al quadro strategico del PST, sostenibili da un punto di vista ambientale, economico-finanziario ed istituzionale-organizzativo, compatibili rispetto ai tempi di esecuzione e cantierabili.

Alcune di queste iniziative sono più strettamente collegate con il settore termale e, più in generale, con il turismo della salute e del benessere che il PST – insieme a quello balneare, dell’aria aperta, culturale, enogastronomico e business – ha individuato come uno dei comparti su cui puntare per attivare un’offerta complementare, integrata e ampliata, in grado di potenziare la capacità di attrazione turistica del nostro Paese e di promuovere al contempo il patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

L’importanza strategica del termalismo e del wellness è legata soprattutto alla rinnovata domanda di salute e benessere, e alla diffusione di una concezione olistica dello stare bene. La crescente attenzione al benessere psico-fisico nella più ampia accezione arriva a comprendere an- che gli aspetti culturali e intellettuali, e può contribuire ad ampliare il tradizionale concetto di termalismo includendo, oltre gli aspetti curativi, quelli legati alla fruizione turistica delle destinazioni a vocazione termale.

La capacità di diversificazione e di innovazione dell’offerta termale, a livello di prodotto come di processo, rappresenta quindi un fattore critico di successo per lo sviluppo del com- parto, così come una efficace azione di promozione a livello nazionale. Uno degli interventi inseriti nel PAA 2017-2018, infatti, è legato alle DESTINAZIONI DELLA SALUTE e alla loro promozione come mete di turismo sanitario attraverso la realizzazione di campagne di informazione a cura di Enit Agenzia nazionale del turismo. In linea con gli obiettivi di sviluppo del comparto, il Programma triennale 2016-2018 dell’ENIT ha individuato il cluster “Terme, salute e benessere della persona” proprio come uno dei segmenti turistici su cui puntare.

A supporto dello sviluppo di prodotti e soluzioni innovative per il business e la domanda turistica, sempre nell’ambito del PAA, si è svolto il programma di tutoring e mentoring per le start-up del turismo, denominato FACTORYMPRESA TURISMO, con una sessione specifica dedicata solo alle terme, tenutasi a novembre, proprio a Fiuggi. Si trat- ta di un programma nazionale di agevolazioni indirizzato a start-up e aggregazioni di imprese innovative che operano o intendono operare nel settore turistico. I progetti con mag- giori potenzialità hanno partecipato all’Accelerathon, una full immersion in cui startupper e rappresentanti delle aggregazioni di imprese hanno lavorato al proprio progetto insieme a un mentor. Per ogni sfida sono state individuate startup e aggregazioni che si sono aggiudicate un premio in denaro per sviluppare un progetto di business. I migliori sono stati premiati con un contributo da spendere per visite di studio o per la partecipazione a fiere.

Il Programma Attuativo contiene anche il Tax credit, ossia il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive alberghiere già previsto dal D.L. 83/2014 che la Legge di Bilancio 2017 ha riconosciuto per le annualità 2017 e 2018. Oltre all’inclusione delle strutture che svolgono attività agrituristica, tra le principali novità vi è l’estensione del beneficio anche alle imprese che prestano cure termali. Considerando le tendenze più recenti e le prospettive nel medio e lungo periodo, le terme possono rappresentare un luogo da cui partire per conoscere il patrimonio storico, artistico e paesaggistico diffuso nel territorio e un’occasione per coinvolgere i turisti che amano questo genere di vacanza anche in attività di tipo esperienziale. Possono quindi contribuire attivamente ad ampliare ed innovare il portafoglio di offerta e a distribuire meglio i flussi turistici, sia in termini territoriali che stagionali.

Anche altre iniziative vanno già in questa direzione, con l’intento di valorizzare il vasto patrimonio diffuso presente in Italia. In particolare, gli interventi su borghi, cammini storici, itinerari culturali, ciclovie e sentieri rappresentano il presupposto per un’innovazione della loro fruizione in chiave turistica, da coniugare sia con il riuso del patrimonio edilizio diffuso, storico e tradizionale, attualmente sottoutilizzato, che con la promozione delle specificità e qualità dei prodotti dell’agricoltura e della cultura materiale e immateriale dei luoghi. Va in questa direzione anche la proclamazione, da parte del Ministro, del 2018 come Anno del Cibo Italiano, finalizzato alla valorizzazione delle eccellenze e dei prodotti di alta gamma tipici e localizzati in determinati territori, nonché ricette culinarie della tradizione.

L’importanza del turismo slow è stata ulteriormente rafforzata sempre dal Ministro, che ha dichiarato il 2019 Anno del Turismo lento. In questo quadro complesso, la DGT ha assunto – e sempre più è auspicabile che assuma nei prossimi anni – un nuovo ruolo di coordinamento dei vari stakeholder pubblici e privati e di servizio verso tutti i cittadini e i turisti. È compito della DGT mantenere il dialogo costante con i soggetti responsabili per garantire un confronto puntuale nelle varie fasi di implementazione degli interventi e assicurare la partecipazione costante di tutti i soggetti interessati, nonché la condivisione delle scelte di ciascun attore (pubblico e privato) del settore, nel rispetto di obiettivi, linee strategiche e principi trasversali del PST.