SPAZIO MORETTI, UNA SFIDA PER LA CITTÁ. La bellezza di riscoprire un luogo unico e simbolico. di ALESSANDRO GRANDE e FRANCESCO SEVERA

0
257

Moretti foto

Spazio Moretti, evento nato dalla collaborazione tra le associazioni culturali Laboratorio Fiuggi e Trovautore Fiuggi e ormai giunto alla seconda edizione, vuole essere soprattutto un momento di riappropriazione. Le forme sublimi del cemento provato dai vuoti e dai pesi sospesi che il genio di Moretti ha sognato e progettato per la piccola valle che accoglie le terme Bonifacio VIII di Fiuggi rappresentano un’opera unica nel suo genere ed un patrimonio di cui è necessario conoscere il valore e l’unicità. Se ne deve avere consapevolezza e soprattutto se ne deve comprendere la forza intellettuale, quella stessa che ha ispirato la seconda fase dello sviluppo termale della città anticolana. Riappropriarsi di una memoria e di un luogo significa essere capaci di ragionare di luoghi e progetti futuri. Ecco perché Spazio Moretti è anche confronto di idee e un’occasione di proposta. Provare ad immaginare e costruire un nuovo modello di sviluppo per Fiuggi è un imperativo che richiede oggi un’analisi profonda delle risorse che possediamo e una ragionevole valutazione su come possono essere utilizzate nella nuova realtà globale che oggi viviamo. Ciò però implica la capacità di mettere in discussione i punti fermi di questo luogo ed avere il coraggio di ispirare a questa tendenza una classe dirigente nuova e rinnovata. L’esempio di rinnovamento e di distruzione/costruzione che l’opera di Moretti ha rappresentato è un simbolo troppo luminoso e prezioso di tutto questo: la memoria come capacità di futuro.

Se la prima edizione di Spazio Moretti aveva toccato temi legati in maniera preponderante al passato ed alla storia del complesso termale quest’anno gli interventi hanno interessato tematiche legate soprattutto al futuro delle città termali ed alla figura dell’architetto Moretti. La lunga giornata si è aperta con gli interventi del mattino a cura di Alessandro Grande, del Prof. Renato del Monaco e dell’architetto Emilio Faroldi. Proprio nell’ottica di uno slancio verso il futuro del complesso termale il primo intervento ha presentato un caso emblematico di riqualificazione urbanistica in contesti termali come quello di San Pellegrino, località in cui tramite una forte collaborazione tra pubblico e privato negli anni si sta intraprendendo un discorso di recupero e rilancio delle strutture in abbandono. Nel suo intervento il professor Renato Del Monaco, direttore sanitario delle terme di Fiuggi, ha portato il suo contributo nel rimarcare le proprietà curative delle acque termali parlando anche di come solo un’interazione tra varie discipline del benessere sia in grado di offrire un servizio sanitario orientato verso la salute del paziente a tutto tondo. A chiusura della sessione mattutina è intervenuto poi il professor Emilio Faroldi, prorettore del Politecnico di Milano, che ha presentato al pubblico in sala un’esperienza reale di recupero come quello da lui stesso curato nella piazza antistante le Terme Berzieri di Salsomaggiore Terme, struttura architettonica anch’essa ascrivibile alle grandi eccellenze dell’architettura termale italiana ed internazionale. Un intervento pieno di sfumature e di spunti interessanti quello del prorettore del Politecnico che ha concluso una mattinata intensa.

Il pomeriggio è stato il momento più emozionale della giornata, dedicato a quello straordinario personaggio che è stato Luigi Moretti ed al suo ardito tentativo di rendere le forme dall’armonia più ardita attraverso un materiale pur così statico come il cemento. In questo è stato fondamentale l’apporto di un artista come Piero Fantastichini, che ha ben spiegato quale posto possa occupare il cemento nel mondo dell’arte e della scultura grazie anche alla presentazione delle sue opere che fanno della matericità e delle forme plastiche la loro principale cifra stilistica. A lui è seguito l’intervento vibrato della professoressa Guendalina Salimei, ordinario presso la facoltà di architettura dell’università La Sapienza di Roma, e delle giovani dottorande dello stesso ateneo che proprio sui temi del complesso termale fiuggino stanno sviluppando un interessantissimo progetto di ricerca. La professoressa ha ben descritto la bellezza e le peculiarità architettoniche del progetto morettiano a Fiuggi A chiusura il sentito intervento dell’architetto Tommaso Valle, figura di grande spessore nel mondo dell’architettura nazionale ed internazionale, con progetti che vanno dal padiglione Italia per l’Expo di Osaka nel 1970 al nuovo palazzo che ospita oggi il Consiglio dell’Unione europea a Bruxelles. L’intervento del professor Valle è stato una vera e propria occasione di arricchimento personale per tutti coloro che hanno potuto assistere al racconto diretto di un grande professionista che oltre alla propria visione personale ed alla propria esperienza tecnica ha potuto offrire riflessioni che solo chi ha vissuto direttamente la storia di cui parla può dare, concludendo così una giornata intensa ma davvero speciale per tutti coloro che l’hanno vissuta.

Alla luce di tutto questo l’appuntamento è per il prossimo anno: l’occasione è quella di festeggiare i cinquanta anni dal completamento del grande complesso termale che Luigi Moretti ha realizzato a Fiuggi. E così, riscoprendo quel passato ed il coraggio di edificare luoghi nuovi per una città nuova, forse si potrà guardare con meno incertezza a futuri progetti di sviluppo a lungo termine.

NELLA FOTO DA SINISTRA: FRANCESCO SEVERA, EMILIO FAROLDI, RENATO DEL MONACO, ALESSANDRO GRANDE