Turismo Religioso,un aiuto a non nasconderci

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di Daniela Vergara

Nella nostra società, a volte, abbiamo paura dei silenzi. Forse perché, quando ci avvolgono, ci costringono a pensare, a uscire dall’ubriacatura della velocità e delle mille voci che si sovrappongono e si fronteggiano nel tentativo di ottenere la supremazia. Invece i silenzi dovrebbero essere il nostro rifugio per recuperare introspezione, equilibrio e serenità. Esistono, aldilà di quelli che la natura in tutto il mondo ci riserva, luoghi magici nei quali siamo più vicini e più pronti alla riflessione. E non a caso spesso sono luoghi creati dall’uomo proprio per la ricerca di quello che monsignor Andreatta chiama “il cammino interiore “.

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Sono i conventi, le abbazie, le certose, le chiese. Sono, mi si permetta questa definizione, le isole dello spirito. La Ciociaria è un territorio in cui questi simboli della cristianità sono molto presenti e caratterizzanti. Una ricchezza ed un richiamo forte per il turismo religioso con tutte le sue implicazioni economiche che devono essere messe in luce senza temere di sembrare materialisti. E’ proprio per il rispetto di questi luoghi che si devono cercare tutte le strade della collaborazione tra i comuni, tra i vari soggetti interessati per creare risorse da reinvestire per la loro conservazione e promozione. Oggi organizzazione, competenza, professionalità e nuove tecnologie sono fondamentali per affermarsi e non scivolare fuori dai grandi circuiti dell’industria turistica ad ogni livello. Non è facile dare cifre esatte sul turismo religioso, in particolare in Ciociaria, dove il territorio offre alternative e motivazioni che si fondono. Andiamo, però, abbastanza sul sicuro con l’abbazia di Monte Cassino. I dati sono ufficiali, si riferiscono al 2016 e vengono dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo (ndr ora, le competenze sul Turismo sono state spostate al Ministero delle Politiche Agricole guidato da Gian Marco Centinaio). Due anni fa i visitatori furono quasi 290.000. Numeri importanti che meritano l’attenzione di chi ha responsabilità politiche e istituzionali. Non è questa la sede per raccontare le origini, i tesori culturali, e la storia di questo gioiello che le guide descrivono nei dettagli. Vorrei solo ricordare che l’abbazia fu fondata nel sesto secolo da San Benedetto da Norcia. Ha conosciuto devastazioni da parte di invasori, terremoti e bombardamenti. Distrutta, abbattuta, ricostruita, restituita a noi. E a chi sa calarsi, tra quelle pietre, nell’atmosfera dell’ “Ora et labora” dei padri benedettini, sono emozioni che arricchiscono. Altre cifre fornite dal Ministero si riferiscono alla Certosa di Trisulti, nel comune di Collepardo.

Trisulti

E qui i visitatori, due anni fa, furono 31.600. Senza dubbio pochi visto che si tratta di una realizzazione di grande valore di architettura religiosa di montagna, tanto che è stato dichiarato monumento nazionale alla fine del 1.800. Cito al volo l’abbazia di Casamari, nel comune di Veroli, la cattedrale di Anagni, l’abbazia San Domenico di Sora, l’abbazia di Subiaco. E’ un elenco incompleto e chi vive o frequenta questo territorio lo sa bene. Sono moltissime le tappe possibili del turismo religioso in questa regione. Un arricchimento culturale e contemporaneamente dell’anima. Un aiuto a non nasconderci, ad interrogarci sul senso della nostra vita, cercando e trovando non le risposte più convenienti ma, con coraggio, quelle più vere.